Eventi
1 dicembre 2026 alla ore 19.30
Il Cerchio – Monasteri e Centri Zen, insieme alla compagnia FE – Fabbrica dell’Esperienza Teatro, porta sulla scena una delle immagini più profonde della tradizione Zen, grazie al contributo dell’Unione Buddhista Italiana.
Dieci icone del bue è un viaggio sensoriale nei dieci stadi del cammino zen. Uno spettacolo multimediale tratto dalle “Dieci icone del bue”, la millenaria sequenza di immagini e brevi testi che racconta il risveglio attraverso la metafora della ricerca, della doma e della trascendenza di un bue. Una prospettiva antica che parla, sorprendentemente, al presente: antidoto alla sovrastimolazione, invito alla consapevolezza, all’ecologia dell’essere, alla semplicità. Un esercizio per superare il dualismo, accogliere la complessità, riscoprire l’impegno verso gli altri. Smarrimento, ricerca, scoperta, perdita, ritrovamento: le tappe di un percorso che riconduce, alla fine, alla semplicità e alla naturalezza del quotidiano.
1 dicembre 2026 alla ore 19.30
Teatro dell’Arte, Triennale Milano

Da secoli, nella tradizione Zen, il cammino verso la consapevolezza viene raccontato attraverso una sequenza di dieci immagini: le Dieci icone del bue.
Un uomo cerca un bue che sembra essersi perduto. Lo cerca, ne trova le tracce, lo incontra, cerca di afferrarlo e di domarlo. Poi, progressivamente, la ricerca cambia direzione: il bue scompare, così come scompare colui che lo cercava, fino all’ultima immagine: quella del ritorno al mondo.
Si tratta di una delle rappresentazioni più conosciute del percorso zen: una storia che percorre una fatta di immagini, intuizioni e passaggi interiori. Dieci icone del bue porta questo antico racconto sulla scena contemporanea, trasformandolo in un’esperienza teatrale e multimediale.
Lo spettacolo segue i dieci passaggi delle icone, trasformandoli in un percorso fatto di presenza, suono, corpo, immagini e silenzio. È un viaggio che comincia con lo smarrimento e con la ricerca e attraversa scoperta, incontro, confronto, perdita e ritrovamento. Ma il punto di arrivo non è lontano dalla vita quotidiana ma, al contrario: l’ultima tappa è il ritorno. Dopo aver cercato, trovato e lasciato andare, si torna nel mondo. Si torna alla semplicità delle cose ordinarie, alla relazione con gli altri, alla vita così com’è.
È qui che il racconto delle Dieci icone del bue mostra la sua sorprendente attualità. In un tempo segnato dalla velocità, dalla sovrastimolazione e dalla continua necessità di raggiungere qualcosa, le icone propongono un’altra possibilità: fermarsi, osservare, attraversare ciò che accade e tornare alla naturalezza del quotidiano.
Dieci icone del bue traduce una storia antica attraverso i linguaggi del teatro contemporaneo, intrecciando recitazione, musica dal vivo, movimento, scenografia e dimensione visiva.
Il risultato è uno spettacolo multimediale che invita lo spettatore a seguire il percorso delle icone non soltanto attraverso la narrazione, ma anche attraverso i sensi.
Il silenzio e il suono, la presenza dei corpi, le immagini e lo spazio scenico diventano parte di questo attraversamento.
Non è necessario conoscere lo Zen per entrare nel racconto. La ricerca del bue è una metafora universale: la ricerca di qualcosa che sentiamo mancare, il desiderio di trovare una direzione, il rapporto con ciò che non possiamo completamente controllare, la necessità di lasciare andare e, infine, il ritorno alla vita.
Viviamo immersi in un flusso continuo di immagini, informazioni, notifiche e richieste.
La nostra attenzione viene continuamente sollecitata e la ricerca di qualcosa di nuovo rischia di diventare essa stessa una forma di inquietudine. Le Dieci icone del bue raccontano un movimento diverso in cui non si cerca una risposta immediata nè una meta da raggiungere. Mostrano un percorso. È in questo senso che un racconto nato molti secoli fa può ancora interrogare il nostro presente. Lo spettacolo diventa così anche un invito a guardare il nostro modo di stare nel mondo: il rapporto con noi stessi, con ciò che desideriamo, con gli altri e con la realtà che ci circonda.

Dieci icone del bue si inserisce nel percorso con cui Il Cerchio – Monasteri e Centri Zen porta la cultura e la pratica Zen anche fuori dai luoghi tradizionalmente dedicati alla pratica, creando occasioni di incontro con il teatro, l’arte e la cultura contemporanea.
La collaborazione con Unione Buddhista Italiana e con Triennale Milano Teatro apre uno spazio di dialogo tra una tradizione millenaria e i linguaggi del presente.
Produzione
Il Cerchio – Monasteri e Centri Zen
FE – Fabbrica dell’Esperienza Teatro
Con il contributo di
Unione Buddhista Italiana
Regia e drammaturgia
Alessandro Zatta
Con
Giacomo Rosselli
Rui Albert Padul
Danilo de Giorgio
Lucrezia Mascellino
Musiche e musicista in scena
Mauro Buttafava
Scenografia e costumi
Stefano Zullo
In collaborazione con
Unione Buddhista Italiana
Triennale Milano Teatro