Il Sutra del Cuore PDF Stampa Email
Il Sutra del Cuore: Maka Hannya Haramitta Shin-Gyo

Il Sutra del Cuore viene recitato non solo nello Zen, ma in tutte le tradizioni buddhiste, e contiene l’essenza dell’insegnamento del Buddha. In esso, il Buddha parla a Sariputta, uno dei più saggi discepoli, e racconta come il Bodhisattva della Compassione, Avalokitervara, realizzò un profondo Samadhi, ossia lo splendore totale dell’intuizione interiore.
Avalokitervara è chiamato anche Avalokita, “colui che guarda giù” in modo compassionevole verso tutti gli esseri non ancora consapevoli della loro illuminazione. È un Bodhisattva perché è un essere illuminato al punto di diventare un Buddha ed entrare nel Nirvana, ma ha rinunciato all’estinzione di nascita e morte per aiutare tutte le persone che soffrono.
All’interno del Sutra del Cuore, Il Buddha rivela la natura illusoria di tutto ciò che crediamo reale e dotato di un’esistenza indipendente. Insegna il superamento del Samsara, la ruota di nascita sofferenza e morte, e del Nirvana.

…Poiché tutte le cose sono vuoto, non c'è forma, percezione, impulsi, coscienza; non esistono occhio, orecchio naso, lingua, corpo, intelletto; non esiste colore, voce, olfatto, gusto, tatto, legge; non c'è né il mondo che si vede né il mondo della coscienza, non ci sono tenebre né fine delle tenebre, né vecchiaia né morte, né inesistenza di vecchiaia e di morte…

Questo passo non significa che non esiste nulla e che tutto è vuoto, non è un inno al nichilismo. Il vuoto di cui si parla nello Zen è un pieno di tutto, significa che non esiste nulla che esista da solo come entità propria, ma che tutto è Uno. Quando prendiamo coscienza di questo attraverso lo Zazen e la pratica della costante consapevolezza, realizziamo la nostra unità con l’Universo.

...Esso dice: "Andato, andato, andato all'altra riva ed approdato all'altra riva”…

Il Sutra del Cuore termina con l’esortazione a praticare e a risvegliarci, perché per tutti quelli che praticano seriamente è possibile andare all’altra riva. Naturalmente l’altra riva è già dentro di noi. È il nostro risveglio, l’altra faccia della nostra coscienza.

I Quattro Voti del Bodhisattva